Nato a Conegliano (TV) nel 1989, e molti di questi anni trascorsi in piscina ad aiutare le persone a prendere confidenza con l’acqua, familiarizzare con il proprio corpo e le proprie sensazioni e a migliorare le proprie abilità.
Ho conseguito nel 2011 un diploma di Laurea in Terapia Occupazionale, una professione sanitaria riabilitativa il cui obiettivo è quello di ristabilire l’autonomia in persone che l’hanno perduta, o che addirittura non l’hanno mai acquisita.
Tuttavia non sono convinto dell’approccio, a mio avviso troppo settoriale e poco incentrato sugli effettivi bisogni e necessità del paziente.
Cerco una modalità di intervento che mi permetta essere utile al paziente in maniera semplice, efficace e soddisfacente.
La trovo nell’Osteopatia grazie al dott. Andrea Botteon (DO MRO I), prima come paziente, poi come allievo e infine come collega.
Quella dell’osteopata è quindi una professione che si propone più sull’ambito preventivo che riabilitativo, e che tiene conto della complessità della macchina umana. Il suo equilibrio è mantenuto dall’interazione tra la struttura fisica, la psiche (quello che pensiamo e proviamo) e la chimica (quello che mangiamo).
Quando l’equilibrio non è stabile il sistema si esprime attraverso un dolore, un disagio, una sensazione di qualcosa che non va; nell’estrema ratio subentra la malattia. Il terapeuta, al fine di essere d’aiuto al paziente, deve sapersi orientare all’interno di questa complessità per poter aiutare il sistema a ritrovare l’equilibrio e quindi la salute.
L’osteopatia si basa sulla perfezione del lavoro della natura. Quando tutte le parti del corpo umano sono armoniche abbiamo una salute perfetta. Quando non lo sono l’effetto è la malattia. Quando le parti vengono risistemate la malattia cede il posto alla salute
A. T. Still
Ecco perché la condizione ideale sarebbe quella di farsi visitare dall’osteopata quando si sta bene… per continuare a stare bene!
Fondata a fine del XIX secolo grazie alle intuizioni del Dott. Andrew Taylor Still, medico statunitense, l’osteopatia si basa su 3 concetti fondamentali:
Occorre conoscere a fondo l’anatomia, la fisiologia e la patologia del corpo umano, dunque come siamo fatti, come funzioniamo e come possiamo allontanarci dallo stato di salute
L’osteopatia è una medicina manuale, non utilizza strumenti diversi dalle mani di chi la pratica. Mani che sentono, pensano e agiscono
“È necessario considerare le leggi della materia, dello spirito e della mente” A.T. Still.
Per queste ragioni ogni paziente è da considerarsi unico ed inimitabile, l’interpretazione del suo funzionamento ha un ruolo chiave nel processo terapeutico.
Il medico greco Ippocrate affermava: “è più importante sapere che tipo di persona abbia una malattia, piuttosto di sapere che tipo di malattia abbia una persona”.
Ho ragionato così: le ossa sono il punto di partenza che ritengo essere la causa delle condizioni patologiche. Ho combinato ostéon (osso) con pathos (sofferenza) ed ho ottenuto come risultato osteopatia.
A.T. Still
Ostéon non significa solo “osso” ma anche “struttura”, pertanto l’osteopatia è qualcosa di più profondo del semplice fare scrocchiare le articolazioni. Fare osteopatia significa ripristinare la corretta innervazione, vascolarizzazione, nutrizione e immunizzazione, ovvero significa ripristinare la corretta funzione della struttura.
Un sintomo, un dolore, un disagio è indice di qualche cosa che non va, è un campanello d’allarme che ciascuno può individuare.
Ciò che non è sempre facile è individuarne la causa: uno stesso sintomo, con le stesse caratteristiche, su soggetti diversi, può avere cause completamente differenti.
Venire al mondo è un passaggio fondamentale nella vita di ognuno di noi.
Capire cosa è successo durante i 9 mesi di gravidanza e al momento del parto è utile per interpretare problematiche tipiche dell’età neonatale come:
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